Roba Di Cultura

Archivio per la categoria ‘Attualità’

Fascismo.Di nuovo.

Pubblicato da robadicultura su agosto 20, 2009

Il “Ventennio” ricordato come una dolce favola. Viaggio nella follia del cattivo ricordo.

Gadget d’ogni tipo: magliette, cappellini, portafogli,..ma anche spade, manganelli, daghe.. tutti
marchiati Duce.
Sembra quasi un negozio fashion style, ed invece si entra in un macabro cimitero fatto di immagini e frasi inneggianti al fascismo. Il fenomeno non è isolato, basta digitare la parola “duce” su google per assistere ad una parata di siti, che nostalgicamente, nel perfetto stile dei bei tempi andati, ricordano inni, frasi storiche, idee fasciste, gridano l’eroismo vero, quello perso dopo la grande guerra..ovviamente quello appartenente solo a loro. A casa loro, l’obiettività è di un altro pianeta: i partigiani sono dei bolscevichi con il solo scopo di rovesciare l’ordine costituito, degli assassini e delle spie. Mussolini è l’eroe dei due mondi, il Don Chisciotte che solo riusciva a vedere al di la dei mulini a vento, solo a combattere la battaglia della giusta causa. Ma che dico solo, ora ci sono loro a dargli manforte, in nome dei bei tempi, in nome dei begli ideali, in nome di un orrore che non hanno mai vissuto. Eh si, perchè a ben vedere, dietro alcuni dei siti neofascisti più conosciuti del web, ci sono spesso ragazzini o poco più, come dichiarano loro stessi ad esempio sul sito www.ilduce.altervista.org/ . Si capisce, leggendo ciò che scrivono, che hanno un senso limitatissimo della realtà, e fa orrore capire che idea abbiano dei crimini di guerra, citano tra questi infatti “solo” le foibe che videro vittime civili italiani tra cui fascisti e non; è ovvio, ma meglio sottolineare che parlano giustamente di questi omicidi terribili, ma fa specie che dimentichino ciò che il loro “grandioso” partito ha fatto, i crimini terrificanti di cui si sono macchiati. Certo.. come possono riconoscere come degni di nota tali fatti se ancora sostengono che lo straniero è da combattere, e che la loro lotta per preservare “l’ italianità” è sacra e attiva a tutti i costi.

Bisogna sapere però soprattutto che tutto ciò è ILLEGALE!
Vi presentiamo alcuni stralci dell’articolo 645 riguardo il reato di Apologia del fascismo

Art. 1 – (Riorganizzazione del disciolto partito fascista).
“Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.

art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque “per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità” di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque “pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Si è a quanto pare anche discusso della presenza in internet di questi siti, ma la questione è sempre rimasta in sospeso.

E’ giusto però che si continui a parlare di questo, e che non si lasci scivolare ingiustizie così gravi, le quali davvero (citando gli interessati) mettono in discussione “l’onore italiano”, ma soprattutto il rispetto per le vittime di certi crimini.
Pertanto vi invitiamo ad alzare la voce e parlarne ovunque, chissà che non si riesca, una volta tanto, a smuovere il nostro senso civico almeno per fatti di questa gravità.

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Ebrei: il “Mein kampf” deve assolutamente essere pubblicato in Germania

Pubblicato da robadicultura su agosto 19, 2009

Il “mein kampf”(La mia battaglia) di Adolf Hitler, non è, in pratica, pubblicabile in Germania.
Dal 1° maggio 2015, però, ovvero 70 anni dopo la morte di Hitler, i diritti d’autore cadranno, e potrà essere pubblicato da chiunque.
Prima di tutto, il Mein kampf non è introvabile in Germania, ovviamente lo è solo tramite
canali “alternativi”, ma essendo comunque proibito,
subisce l’inevitabile fascino del peccato e dell’irraggiungibile.
Ciò che la comunità ebraica propone, è la sua pubblicazione integrata da commenti scientifici, critici e storici, in modo da rendere la lettura più chiara e lucida, cosa che non è possibile fare attraverso la sola scrittura del celeberrimo dittatore, la quale proprio lucida non è, ed offre anzi un pericoloso punto di vista, che deve assolutamente essere spiegato alla generazione che non conosce le conseguenze di tale atteggiamento, se non per sentito dire.
Allo scadere dei diritti, inoltre, è molto probabile che ne possano usufruire personaggi appartenenti alla scia neonazista, i quali potrebbero pubblicarlo mistificando ed esaltano ulteriormente il già noto pensiero Hitleriano;
è una minaccia dalle conseguenze inimmaginabili.
Si propone, inoltre, di presentare il testo, opportunamente curato, all’ insegnamento nelle scuole tedesche, in modo da educare al meglio le generazioni future.
Non si capisce perchè non si approvino queste più che legittime richieste, sembra inoltre che, negli attinenti luoghi, siano tutti favoreli alle già dette possibilità di prevenzione, si spera acconsentano al più presto.
Fonti e approfondimenti: www.ansa.it

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Ricerca i gusti nel mondo con Google

Pubblicato da robadicultura su agosto 18, 2009


Google ci offre una nuova vetrina sul mondo, con la versione italiana di Google Insights for Search,
possiamo sapere quali sono le richieste più comuni, effettuate tramite il motore di ricerca, del pianeta, ma anche in un territorio più ristretto e in un preciso lasso di tempo.
E’ uno strumento utilissimo, di vera conoscenza antropologica, invita a riflettere, o può più semplicemente incuriosire, queste però appartengono alla categoria dei “nobili” scopi.
E’ già inquietante di per sè che Google abbia tutti i nostri dati, se poi questi sono anche solo relativamente messi a disposizione di tutti, immaginate le conseguenze. Questa è solo la prima cosa tra le più innocue che può venire in mente, ovvero, pensate alle aziende pubblicitarie, o magari a quelle che lavorano online: gli si offrono statistiche complete su tutti i gusti del mondo, cosa ci interessa di più e sanno quindi perfettamente quali sono le attuali tendenze, o la direzione che stanno prendendo; tutto questo che risvolti può avere? Riflettete e commentate.

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Vecchietti si fanno rubare la spesa da extracomunitari

Pubblicato da robadicultura su agosto 15, 2009


La crisi porta anche a questo:

erano, come sempre, seduti sulle solite panchine nei parchetti comunali, lamentandosi tra loro sui giovani, il tempo, l’euro, ma soprattutto del caro costo della vita e la pensione troppo bassa per permettersi anche solo di fare la spesa; e proprio qui entrano in scena alcune persone, tra cui alcuni di origine africana, sia uomini che donne, i quali si propongono di fargli pagare la spesa a metà prezzo, ovviamente rubandola.
Gli anziani accettano, e le due parti, motivate dalla stessa necessità, portano avanti questa strategia, ignari che i carabinieri li stessero filmando da ben due mesi, fino all’arresto degli uomini e all’ accusa di ricettazione per i pensionati. “Al giorno d’oggi”, è il caso di dirlo, non si capisce più niente, o meglio, non si vuole capire. Dal lamentarsi continuo, tipico di quell’età, i nostri nonni sono arrivati ai fatti: sembra irreale, ma statisticamente sono a quanto pare loro i maggiori esecutori di furti, molto di più di ragazzi o extracomunitari.

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Da Londra i ricercatori ci chiedono di partecipare a studi sull’evoluzione

Pubblicato da robadicultura su agosto 15, 2009

E’ iniziata il 30 marzo e dura 6 mesi, siamo quindi quasi all’ultimo mese a disposizione per rispondere all’appello della Open University e della University College di Londra: ci chiedono di osservare e descrivere le lumache di terra che troviamo nel nostro giardino, le Cepaea nemoralis, per aiutarli a capire come questi comunissimi molluschi si siano evoluti negli ultimi decenni. Evolution MegaLab, così è stata nominata la ricerca, fornisce sul sito le istruzioni per parteciparvi, raccogliendo semplici dati, ad esempio dovremmo contare il numero di striature presenti sul guscio, successivamente scattare qualche foto, ed inviare poi il tutto attraverso internet.

L’utilità del progetto (uno dei più grandi mai condotti al mondo)consiste nel capire, per esempio, se la densità di certi uccelli che si cibano di chiocciole influisca sulla distribuzione coloristica delle conchiglie, e nel caso che tale densità sia cambiata, si chiedono quali mutamenti abbiano subito le chiocciole; altro quesito prende in esame l’influenza,sempre sul colore, che il riscaldamento climatico può aver avuto. Per partecipare: http://www.evolutionmegalab.org/it

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L’uscita dalla crisi economica sembra essere più vicina

Pubblicato da robadicultura su agosto 14, 2009

Francia e Germania hanno riportato nello scorso trimestre un PIL altamente al di sopra delle previsioni. E già si parla di fine della crisi, in termini forse troppo ottimistici, poichè restano numerosi dubbi sulla possibilità che questo andamento continui a crescere. Per gli economisti del Reuters interrogati in merito, l’Italia comincerà la ripresa economica nel terzo trimestre dell’anno, prima delle previsioni fatte. Questo perchè avendo l’Italia una economia strettamente collegata a quella dei grandi paesi europei, con la crescita di questi ultimi anche l’Italia potrebbe vedere migliori fortune. In ogni caso, è bene restare prudenti: l’ultimo dato, risalente a giugno, mostra come la produzione italiana avesse registrato un calo del 1,2%, contro aspettative del +0.5%. “I dati di Francia e Germania del secondo trimestre sono strettamente legati al ciclo delle scorte e mostrano il punto massimo dell’effetto degli stimoli fiscali dei rispettivi governi” osserva Mezzomo, economista per Intesa Sanpaolo. “Si tratta in sostanza ancora di una economia, diciamo, drogata, e che ancora non si autosostiene”. Il rischio “è che si possa tornare in recessione all’inizio del prossimo anno, quando anche gli impulsi fiscali Usa verranno meno” sostiene Valli, economista di Unicredit Mib, con la possibilità, secondo Mezzomo, di vedere “una vera crescita sostenibile solo più in là”.

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“E’ un diritto sapere cosa si respira”. Ora si può

Pubblicato da robadicultura su agosto 14, 2009

Ciò che offre questo sito è rivoluzionario, mette a disposizione di tutti informazioni che dovrebbero essere note a chiunque, ma che rimangono spesso segrete, anche perchè, come loro stessi affermano: “Gli specialisti della qualità dell’aria non amano il mondo reale, preferiscono parlare di microgrammi su metro cubo e parti per milione”. In pratica offrono un servizio che ci informa in tempo reale riguardo la qualità dell’ aria che respiriamo. Rende accessibile nel web un tipo di tecnologia che in campo matematico è pura arte, e ce la offre con grande precisione, molto più alta delle previsioni metereologiche.

“La nostra è in qualche modo una sfida. Abbattere le barriere tra i cittadini e l’informazione su un tema che influisce direttamente sulla vita di tutti noi: la qualità dell’aria che respiriamo.”

I principali servizi presenti sul sito sono:

  • previsioni della qualità dell’aria tutti i giorni per tutti i comuni d’ Italia,
  • previsioni in Europa,
  • notiziario sull’inquinamento atmosferico in Italia e nel mondo,
  • approfondimenti e risposte degli esperti.

Allarme Ozono. Molti comuni italiani hanno superato i limiti consentiti, lo denuncia Legambiente e promuove la campagna “Ozono ti tengo d’occhio”insieme a www.lamiaaria.it.

Conoscere lo stato dell’aria che respiriamo, per poter quindi scegliere come trattare il nostro corpo è un diritto inviolabile, il sapere è un diritto, e dovere dovrebbe essere informare.

Questo tipo di iniziative devono essere sostenute, sono tra le poche che compensano efficacemente la poca informazione istituzionale, e parlano direttamente al cittadino, il web in Italia è il solo mezzo per fare questo.

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Negozio Leggero: il negozio del futuro

Pubblicato da robadicultura su agosto 14, 2009

Sembra quasi che il futuro non sia altro che una riproposizione, certo più accattivante, del passato.

Confermano quest’ ipotesi iniziative come questa, o per esempio i negozi Temporary, quest’ultima infatti ripropone semplicemente il modello “mercato”, ovvero un negozio nomade che gira per città e si trattiene nel luogo scelto solo per breve tempo. Il negozio leggero è invece una rielaborazione “fashion” di una vecchia drogheria, vende infatti tantissimi prodotti, alimentari e non, tutti alla spina e senza nessun tipo di confezione. Per portarsi via i prodotti, i contenitori possono essere portati da casa o comprati all’interno per pochi centesimi.
Ha tantissimi vantaggi, sia per noi che per l’ambiente. Abbiamo un risparmio economico notevole che varia dal 10 al 60%, questo perchè non esiste confezione (i prodotti sono ugualmente certificati da etichette), e si salta quindi un passaggio parecchio costoso della produzione, ed altro motivo di calo dei prezzi è la politica che favorisce il Km zero, acquistano infatti da produttori locali, favorendo così le piccole imprese e risparmiando anche quest’ulteriore spesa nella produzione, ovvero il trasporto.
A breve si avvierà un franchising di questà attività, ma per il momento l’unico negozio di questo genere si trova a Torino su iniziativa della cooperativa Rinova, in via Napione 37, in zona Vanchiglia.

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Niente libertà per il premio Nobel birmano

Pubblicato da robadicultura su agosto 13, 2009


Era il lontano 1991 quando una donna non ancora 50enne, grazie alla sua estenuante attività politica e civile, venne insignita del premio Nobel per la pace. Fare resistenza al governo, o peggio ancora, difendere i diritti umani in Birmania, è un’impresa non facile, della quale forse possiamo esserci fatti una ancora vaga idea quando, in occasione delle olimpiadi di Pechino, la questione salì agli onori di cronaca grazie ai tumulti e alle proteste dei manfestanti birmani, manifestazioni puntualmente represse nel sangue. Ciononostante, la voce dei cittadini birmani non si è mai spenta, seppure non più udita dal resto del mondo, e le manifestazioni son continuate, spesso guidate proprio da lei, Aung San Suu Kyi, e la sua organizzazione politica, la Lega Nazionale per la Democrazia, con l’effetto, neanche troppo sorprendente in verità, di una condanna agli arresti domiciliari comminatale nel 1989. Nonostante ciò, la sua azione politica è continuata, fino ad arrivare alle elezioni, un anno dopo, con un risultato che le sarebbe valso di diritto il posto da Primo Ministro. I militari annullarono però il voto, salendo al potere ed instaurando il regime militare che tutt’ora governa il Paese. Gli arresti domiciliari perdurarono; nel 2007 la donna incontrò alcuni membri di spicco del suo partito che non vedeva da ormai tre anni, in stato di semi-libertà vigilata. La libertà non è però durata molto: Aung San Suu Kyi è stata nuovamente condannata ai domiciliari con l’accusa di aver incontrato un mormone americano che il maggio scorso raggiunse la casa della donna a nuoto. Per lo stato birmano, la donna, ricevendo la visita, ha violato il suo stato di arresto, e dovrà scontare una ulteriore pena di un anno e mezzo. Per molti, però, la pena è stato un espediente con il quale allontanare la donna dalle future elezioni politiche del 2010, prevenendo una prevedibile vittoria della Suu Kyi, che è ormai appoggiata dalla quasi totalità del popolo birmano.

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Negozi “temporanei”

Pubblicato da robadicultura su agosto 10, 2009

“TEMPORARY SHOP”

Sono anche a Roma, negozi “temporanei” utilizzati per poche settimane.

Assotemporary è l’associazione che gestisce questo campo.
Fenomeno nato nel 2003 Londra, sta sempre più diffondendosi nelle grandi metropoli del mondo, ha infatti poi conquistato New York, e dal 2007 è in Italia.
Sembrano rispondere a certe nuove esigenze del commercio, soprattutto poi in questo frangente di crisi, con la chiusura di molte attività, si prestano ottimamente a risolvere il problema dei fitti troppo alti, se non anche ad affrontare i capricci dei consumatori, sempre più esigenti.
Infatti il commerciante, avendo un attività dalle dieci alle due settimane, pubblicizza e vende in modo da sfruttare al massimo il breve tempo, abbattendo così i costi di locazione.
Il consumatore, d’altra parte, si sente attratto sia dalla novità in se, che dal poco tempo a sua disposizione per fare acquisti, ha la percezione di dover “sfruttare al massimo” questa occasione, la quale ovviamente si presenta quindi come del tutto “unica” e speciale.
Questo “tempo limitato” si fa ben notare da un pannello per il conto alla rovescia, situato solitamente nelle vetrine di questi negozi, oltre che ovviamente la scritta “Temporary shop”.

“Capita così che L’Oreal apra dei negozi per sole 5 settimane in zone di villeggiatura alla moda o che a Treviso ci sia Loft, un temporary di abbigliamento fashion. Che un punto vendita di Target apra per un mese e mezzo nel Rockfeller Center per poi chiudere e rispuntare su un battello nel bel mezzo del fiume Hudson (a NY). O ancora che Nike apra dei negozi in giro per Tokio che durino solo un paio di mesi e la compagnia aerea Song apra per sole 9 settimane a SoHo (sempre NY) un negozio in cui, fra le altre cose (gadget, menù, ecc..) si vendono anche biglietti aerei.” (fonte: TheRetailer)


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