E’ stato l’evento politico dell’anno. Un presidente giovane, nero, e con idee completamente riformiste eletto a piena maggioranza in un Paese profondamente ancorato al suo conservatorismo da due legislazioni.
Ce n’era abbastanza per far parlare i media per lungo tempo. E così è stato, il presidente neo eletto è rimasto sul carro dei vincitori per un bel pò, forte di quel carico di promesse che tanto hanno fatto sognare gli americani. Aumentare i fondi della ricerca scientifica, ridurre le emissioni di gas serra dell’80%, ottenere una copertura sanitaria piu economica, ritirare le truppe coinvolte nel conflitto iracheno.
Ma adesso, la popolarità di Obama sembra in continuo declino. 57% di consensi, un numerone se visto oggettivamente, pochino, se guardato in retrospettiva, con il 69% ottenuto in aprile. La sua riforma della sanità è stata duramente attaccata dai conservatori, che lo hanno accusato di voler fare del “socialismo”. Anche l’approccio alle questioni economiche sembrano aver suscitato qualche polemica.
Intervistati sul beneficio apportato dalla politica economica di Obama nel bilancio nazionale, il 43% della popolazione si è definita soddisfatta, il 23% scontenta, mentre la restante parte non ha constatato sensibili migliorie. In ogni caso, un intervistato su due crede che la crisi economica si possa accantonare nel prossimo anno, mentre l’anno scorso il dato era del 28%.
Roba di cultura







